Provenendo dal pianoro a ovest di Monte Vetore, nei Pressi del Grande Albergo dell’Etna, il sentiero si sviluppa per intero all’interno del demanio forestale e offre una sintesi di alcuni dei più interessanti ambienti naturali della zona.
Lungo il sentiero troviamo dei “pilieri” in pietra lavica, con sovra impressi i numeri da 1 a 11, che segnalano i Punti di Osservazione (d’ora in poi P.O.) con caratteristiche particolari. Tra i primi punti interessanti (P.O. 1) vi è “La sciara dello zappino”, sita sulle pendici meridionali dell’Etna con i conetti secondari di monte Nero e monte Nero degli Zappini.
Di fronte a noi è ben visibile la colata lavica del 1985, mentre sulla sinistra osserviamo un piccolo conetto vulcanico, in gran parte composto da accumuli di scorie saldate. Sulla destra vediamo un grande pino, rinsecchito a causa della stessa eruzione.
Dopo aver passato il P.O. 4 ci affacciamo su un balcone naturale dal quale si vede un ovile (P.O. 5) dove un piccolo invaso assicura il rifornimento idrico al giardino botanico. A questo punto il paesaggio cambia e cominciamo ad avvicinarci a un bosco di faggi (P.O. 6). Dopo l’attraversamento del greto di un torrente, ci ritroviamo al centro di una zona intensamente pascolata (P.O. 7).
Lasciata alle spalle una recinzione con filo spinato, che protegge il bosco dalle intrusioni del bestiame, entriamo in una piccola radura che durante la stagione estiva è ricca di ginestre (P.O. 8). Dopo essere usciti dal bosco (P.O. 9) e avere percorso una larga pista forestale arriviamo al giardino botanico “Nuova Gussonea” (P.O. 10), luogo dove decine di ricercatori e botanici stanno ricreando tutti gli ambienti principali che caratterizzano il territorio etneo.
Da questo punto è possibile prolungare la passeggiata nel bosco dirigendosi verso “Le roverelle” (P.O. 10 bis). Sulla strada di ritorno, verso il punto di partenza, incontriamo “le cave” (P.O. 11). In questo sito è possibile rintracciare una testimonianza importante del primo tentativo, compito nel 1983, di modificare il corso di una colata lavica.
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