Come arrivare a Lanzo Torinese In auto: autostrada A32 Torino-Bardonecchia, per chi arriva dalla Francia, via Modane; A6 Torino-Savona, per chi arriva dalla Francia, via Nizza-Ventimiglia; A21 Torino-Piacenza, per chi arriva dal centro e sud Italia; A4 Torino-Milano, per chi arriva dal nord Italia o dall’Austria, via Brennero; A5 Torino-Aosta, per chi arriva dalla Svizzera o dalla Francia via Chamonix-Aosta. Dalla tangenziale Nord di Torino, prendere l’uscita di Venaria, proseguire in direzione Valli di Lanzo, quindi procedere fino a Lanzo.
Uffici informazioni:
Agenzia Turistica Locale del Canavese e Valli di Lanzo Corso Vercelli, 1 10015 Ivrea (TO) Tel. 0125.618131 Fax 0125.618140
Via Umberto I, 9 10074 Lanzo T.se (TO) Tel. 0123.28080 Fax 0123.28091 info@canavese-vallilanzo.it www.canavese-vallilanzo.it
Descrizione:
Si parte dall’ufficio dell’ATL, in Via Umberto I e si percorre Via dei Molini, raggiungendo la Chiesa dei Santi Giacomo e Filippo, una delle chiese più antiche della cittadina e nota come sede della Confraternita di Santa Croce. Si possono ammirare, sull’esterno, decorazioni gotiche in cotto, una meridiana e tracce di affreschi, mentre all’interno è custodito un pregevole crocefisso ligneo del 1700. Da qui, si attraversano i giardini pubblici e, in breve, si arriva alla Stazione Ferroviaria, una delle diciasette lungo la mitica linea Torino-Ceres. Nell’atrio della stazione, una curiosa lapida ricorda il primo esperimento di trasmissione di energia elettrica a distanza dai generatori, punto di partenza del moderno sistema elettrico a corrente alternata. Passando sulla sinistra della stazione ferroviaria ci si immette lungo il percorso che conduce al Parco Naturale del Ponte del Diavolo, luogo suggestivo e frequentatatissimo. Si arriva in qualche minuto innanzi allo scenografico Ponte del Diavolo: alto circa 16 metri e con una campata a schiena d’asino di 37 metri è un’opera ingegneristica davvero mirabile per l’epoca in cui venne costruito e, per questo motivo, nacque la leggenda che potesse essere opera del diavolo. All’imbocco del ponte sorgono due cappelle: una dedicata a San Rocco e l’altra, un po’ più in alto, a San Giacinto; dal lato opposto, sulle pendici del Monte Basso, è possibile raggiungere un eccezionale punto panoramico denominato “Madonna degli Alpini” (10 minuti dal ponte, su sentiero ben segnalato). Dopo aver percorso il panoramico sentiero che si inerpica sulle pendici del Monte Buriasco, si giunge sulla sua sommità dove si trova la storica Piazza Albert; qui si trovava il castello medioevale, distrutto nel 1551 dalle truppe francesi, durante la guerra franco-spagnola. Fortunatamente, si può ancora ammirare la Chiesa di San Pietro in Vincoli, originaria del X secolo (anche se ampliata e modificata nel tempo) che sorgeva proprio accanto al castello; qui sono conservati molti oggetti appartenuti a Don Bosco durante la sua permanenza a Lanzo. Lasciata la piazza, si scende a destra, imboccando Via Cottolengo e si arriva al piccolo edificio chiamato “Casa dei Ceci”, l’antico forno del paese, realizzato nel 1300 all’interno del castello. Superate le mura, si svolta a sinistra e, salendo una ripida scalinata, si arriva nel cuore della città: la Contrada del Borgo, oggi Via San Giovanni Bosco. Ancora oggi la strada è intersecata dalle caratteristiche stradine trasversali dette “chintane”, che erano sormontate da archi e contrafforti da cui venivano controllati militarmente gli spiazzi superiori delle torri di cinta. Qui vicino si possono osservare anche l’ospedale Mauriziano del 1769 e l’antica e silenziosa Chiesa di Santa Maria del Borgo. Pochi metri prima della torre di Challant, si imbocca a destra la Chintana di Cordero e si arriva nella quattrocentesca Piazza Gallenga (detta anche “piassa granda”), luogo che, in passato, costituiva il cuore pulsante della città. Tornando in Via San Giovanni Bosco si raggiunge la Torre Ajmone di Challant, l’antico passaggio di ingresso alla città e una dei monumenti più importanti di Lanzo. Imboccando ora una scalinata sulla destra, si percorrono pochi metri di Via Sant’Ignazio e, sulla sinistra, si può notare una targa commemorativa sulla casa di Teobaldo Pecchio, l’inventore del “ghersin” ovvero del grissino lanzese che dalla seconda metà del Settecento si è poi diffuso in tutto il nord Italia. Proseguendo si arriva alla Cappella di San Michele del 1503 e, successivamente, una volta giunti in Via Loreto, al Santuario della Madonna di Loreto, realizzato nel 1618, su imitazione della Santa Casa di Loreto. Accanto alla chiesa, si trova una casa medioevale che ospitava l’eremita custode della chiesa. Si imbocca Via Vindrola e, pochi metri dopo la carrozzabile, si svolta a destra fino ad arrivare in Via Savant. Di fronte all’asilo comunale si gira in Via Vittorio Emanuele, si torna ne borgo vecchio e si percorre prima Via Diaz e, poi, Via Cibrario. Da qui, si svolta a sinistra in Via Umberto I e si torna al punto di partenza dell’itinerario, di fronte a Piazza Peradotto e alla sua imponente “Ala”, un grosso edificio ad archi in pietra e mattoni che, in primavera e autunno, veniva utilizzato per la transumanza.
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